
FORME DI COMUNICAZIONE EPIGRAFICA IN ETÀ TARDOANTICA 255
un legame di gruppo come cum suis, cum omnibus, omnes nos, pro
nobis omnibus; in questi testi il soggetto è costituito da un ‘nos’ che
raggruppa persone accomunate da legami, non sempre esplicitati, di
tipo familiare, di appartenenza alla comunità, di amicizia
11
. In uno
spazio come quello della memoria apostolorum (Fig. 1), costituito da
un piccolo cortile scoperto dotato di portici e sedili, sembra che i visi-
tatori, spinti da motivazioni devozionali forse ancora circoscritte in
un ristretto ambito familiare o di gruppo, condividano una memoria
personale, legata alla propria vita e/o ai propri morti, compiendo gesti
fortemente aggregativi, come la consumazione di pasti funebri (refri-
geria) o anche l’apposizione di una scritta per ‘segnare’ indelebilmente
il proprio passaggio
12
.
Per meglio contestualizzare questi comportamenti, si può forse
recuperare il concetto di ‘memoria comunicativa’, proposto dagli stu-
diosi di antropologia culturale, secondo cui esiste uno spazio del ri-
cordo generazionale, trasmesso e incarnato dagli stessi protagonisti
di quella memoria; dunque un ricordo ‘biografico’ basato proprio sul-
l’interazione sociale, sulla quotidianità, su una struttura informale e
spontanea
13
.
2. Comunicazione finalizzata alla creazione e alla tra-
smissione di una memoria collettiva
In questa modalità comunicativa rientrano le iscrizioni di ap-
parato ‘esposte’
14
, con funzione dedicatoria e onoraria, nell’ambito di
spazi monumentalizzati connessi ai sepolcri martiriali. Gli elogia mar-
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Felle 2012, 490-492 con ampia e dettagliata indicazione della relativa do-
cumentazione; cfr. anche note 97 e 98 per attestazioni simili in altri contesti monu-
mentali romani. Come è noto, nei proscinemi altomedievali questo aspetto scom-
pare del tutto e si formalizza una struttura mononucleare, tipica delle sottoscrizioni
documentarie, con il nomen singulum spesso preceduto da una croce e dall’ego;
Carletti 1995b, 210-211; Carletti 2002a, 341-342; Carletti 2008a, 94-95.
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Per quanto riguarda l’analisi del contesto monumentale vd. da ultima
Nieddu 2004, 83; Nieddu 2009, 7-13 con bibliografia precedente. Per alcune rifles-
sioni sul tipo di frequentazione in rapporto alla documentazione epigrafica cfr.
anche Felle 2012, 495-498 e Diefenbach 2007, 26-27, 43-80.
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Assmann 1997, 25-30 in cui si sottolinea che la ‘memoria comunicativa’ è
condivisa dal gruppo in uno spazio temporale corrispondente a circa 80-100 anni,
cioè tre o quattro generazioni. I circa 500 graffiti della memoria apostolorum si
distribuiscono nell’arco di 50-60 anni; Felle 2012, 485.
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Sulla definizione di ‘scrittura esposta’ cfr. Susini 1989; per la documenta-
zione romana di età tardoantica Carletti 2000b; Carletti 2001, 345-354.
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